PRONTO SOCCORSO

LA TRINCEA DEL PRONTO SOCCORSO; TRA EMERGENZE, PROCEDURE E NORMATIVE.

COME POSSIAMO TRASFORMARE IL REPARTO PIÙ TUMULTUOSO DELLA TUA CLINICA IN UN LUOGO DOVE ORDINE E CALMA REGNANO SOVRANI, PORTANDO ALLE STELLE LA PRODUTTIVITÀ DEL PERSONALE E MANTENENDO UN ALTISSIMO LIVELLO DI COMUNICAZIONE CON OGNI SINGOLO PAZIENTE.

In tutti i Pronto Soccorso si combatte ogni giorno, sette giorni su sette, trecentosessantacinque/sessantasei giorni l’anno, una battaglia di cui nessuno parla.

Tranne – ovviamente – quando si verifica qualche disgrazia o qualche giornalista introduce furtivamente una telecamera nascosta, pronta a cogliere qualunque anomalia o disfunzione.

Solo gli “addetti del settore” – portatori di innovazione come noi, o gli operatori sul campo – sanno però quante persone vengano salvate costantemente e quanto sia faticoso riuscirci.

La pressione è altissima e spesso la tecnologia applicata in reparto – frutto di investimenti compiuti prevalentemente negli ultimi dieci anni – non aiuta come dovrebbe.

Ne consegue che le procedure, invece di essere semplici e snelle, vengono appesantite da problemi tecnici di comunicazione tra attori e reparti:

  • Difficoltà nel richiedere esami e riceverne il responso
  • Sistemi informatici dei reparti connessi con il Pronto Soccorso che non dialogano facilmente tra loro

Per ovviare a questi problemi, ogni giorno scopriamo metodi nuovi con cui gli operatori volenterosi compensano le lacune informatiche con procedure estemporanee, create per essere provvisorie per poi diventare – gioco forza – definitive.

Pizzini, mail, telefonate, fino ad arrivare ai più moderni messaggi su whatsapp pur di riuscire a scambiare informazioni “bypassando” i sistemi aziendali.

Cosa che, evidentemente, avviene nella più totale mancanza di protezione per la privacy dei pazienti.

Come se non bastasse bisogna anche pensare a coloro per i quali il Pronto Soccorso esiste e vive, cioè i pazienti.

In questo scenario ricco di difficoltà e procedure, rese farraginose da tecnologie adottate negli anni e che si sono rivelate poco performanti, spesso si classifica come “scarsamente prioritario” il tema della comunicazione con i pazienti.

Questo perchè, dovendo dedicare risorse e massime energie nel processo di cura e non avendo ulteriore propulsione per arrivare ancora più in là, gli operatori si vedono costretti a pensare che comunicare con i pazienti non sia loro di aiuto per curarli o salvare loro la vita.

Per questo – e non certamente per pigrizia – spesso accade che alcune persone vengano lasciate apparentemente abbandonate a se stesse in una sala d’aspetto, senza sapere minimamente quando verranno prese in carico e quando potranno tornarsene a casa.

Ma per tutto ciò non c’è un vero colpevole.

Agli inizi di quest’ultimo decennio la tecnologia ha invaso il mercato della sanità a un ritmo forsennato, senza lasciare tempo sufficiente a decisori e utilizzatori di guardare all’innovazione per migliorare processi organizzativi e qualità del lavoro.

Non si ha avuto il tempo, nè linee guida basate su esperienze di successo, per acquisire una visione organica e investire correttamente per migliorare sul serio il lavoro in Pronto Soccorso e l’esperienza vissuta dai suoi utenti.

Il team di Etcon ha avuto la possibilità, in questi anni, di osservare questi fenomeni da punti di osservazione privilegiati e di presentarsi sul mercato con competenze e soluzioni in grado di spazzare via questi trascorsi poco produttivi in un colpo solo.

Come?

  • Realizzando un modulo in ambiente Web in grado di essere plasmato e di assecondare qualsiasi particolarità in termini di processo
  • Con la possibilità di comunicare con gli altri dipartimentali grazie a connettori di integrazione con i quali è possibile integrare qualsiasi tipo di software, di qualunque era e linguaggio di programmazione
  • Creando quindi un sistema di interscambio per richieste (order entry) e acquisizione referti a portata di singolo click
  • Restituendo, a ogni singolo paziente o accompagnatore, informazioni in tempo reale sulle dinamiche di attesa e sulle prestazioni eseguite o da eseguire
  • Realizzando moduli che rendono addirittura possibile sapere – nel pieno rispetto della privacy- cosa sta facendo il singolo paziente anche se il familiare è dall’altra parte del mondo
  • Mettendo a punto un sistema di pagamento self service che induce i pazienti a pagare prima di essere inseriti nel processo di cura assegnato, limitando quindi gli insoluti
  • Creando un contesto ordinato e altamente produttivo, dove operatori e pazienti vivono in armonia e limitando in questo modo inutili azzuffe e polemiche

Probabilmente leggendo queste ultime righe starai pensando ad un romanzo di fantasia, o di fantascienza.

Ti starai chiedendo se può davvero accadere tutto questo e se sia possibile farlo nel tuo Pronto Soccorso.

Se ti stai ponendo queste domande e temi un brusco risveglio, scopri come tutto ciò può diventare reale anche nella tua clinica cliccando il tasto qui sotto.